Lunedì, 13 Febbraio 2017 09:38

FANTASIE 2 - Il libro di fiabe degli alunni

Dopo i successi della prima edizione, FANTASIE 2 è il secondo volume di fiabe interamente ideato, scritto, e rappresentato dagli alunni che nel lontano 1998 frequentavano la Classe V della Scuola Elementare Agazzi.

L'idea di realizzare questa raccolta di fiabe nacque dopo aver conosciuto ed ospitato presso la nostra Scuola l'insegnante Annamaria Santucci, una scrittrice di fiabe per bambini che, con il suo amore per il mondo della fantasia, ha saputo trasmettere agli insegnanti ed agli alunni l'amore per la lettura e per il mondo dei "sogni".

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Lunedì, 13 Febbraio 2017 10:59

FANTASIE 3 - Il libro di fiabe degli alunni

FANTASIE 3 è il terzo di fiabe interamente ideato, scritto, e rappresentato dagli alunni che nel lontano 1999 frequentavano la Classe V della Scuola Elementare Agazzi.

L'idea di realizzare questa raccolta di fiabe nacque dopo aver conosciuto ed ospitato presso la nostra Scuola l'insegnante Annamaria Santucci, una scrittrice di fiabe per bambini che, con il suo amore per il mondo della fantasia, ha saputo trasmettere agli insegnanti ed agli alunni l'amore per la lettura e per il mondo dei "sogni".

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Giovedì, 24 Gennaio 2013 12:36

FANTASIE - Il libro di fiabe degli alunni

Si chiama FANTASIE il primo libro di fiabe interamente ideato, scritto, e rappresentato dagli alunni che nel lontano 1997 frequentavano la Classe V della Scuola Elementare Agazzi.

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L'idea di realizzare questa raccolta di fiabe nacque dopo aver conosciuto ed ospitato presso la nostra Scuola l'insegnante Annamaria Santucci, una scrittrice di fiabe per bambini che, con il suo amore per il mondo della fantasia, ha saputo trasmettere agli insegnanti ed agli alunni l'amore per la lettura e per il mondo dei "sogni".

Il libro FANTASIE è stato successivamente distribuito in copia a tante scuole; nel mese di febbraio 1998 riceviamo una lettera a firma di Maria Antonietta Ferrari Lisi, direttrice didattica in pensione, nella quale riassume le impressioni e le riflessioni suscitate dalla lettura del libro.

Questo è il contenuto della lettera che pubblichiamo interamente.

Roma, 27 gennaio 98

Destinato agli alunni della Classe V della Scuola Elementare Agazzi di Vibo Valentia

Mi chiamo Maria Antonietta Ferrari Lisi, abito a Roma, sono un direttore didattico in pensione e... ho letto il vostro libro di fiabe “FANTASIE"!

So, naturalmente, che adesso siete alunni di prima media, ma mi auguro che l'insegnante Anna Maria Bentivoglio possa rintracciarvi e farvi avere questa mia lettera in cui ho riassunto le impressioni e le riflessioni suscitate dalla lettura del vostro libro.

Innanzitutto, complimenti: avete raggiunto un ottimo risultato! Leggendo il libro, tra l'altro ben impaginato ed elegantemente stampato, si intuisce che avete lavorato con impegno ed entusiasmo. La vostra fatica, di conseguenza, ha raggiunto lo scopo essenziale dello scrivere: quello di comunicare ad altri una serie di messaggi che, in alcuni casi, vanno addirittura oltre le intenzioni dell'autore.

Mi spiego meglio: voi avete scritto delle fiabe, ossia avete fatto appello alla vostra fantasia e alla vostra creatività per raccontare degli avvenimenti che appartengono, ad un tempo, al mondo del "fantastico" e a quello della "realtà". Il primo, quello fantastico, serve sia come piacevole scorribanda in un mondo dove non esistono costrizioni di alcun genere e dove tutto è possibile, sia da "ponte" per entrare nel mondo concreto di tutti i giorni dove, invece, le costrizioni ci sono, eccome, e dove bisogna quindi fare i conti con ciò che si può fare e con ciò che, al contrario, non è possibile fare; con ciò che possiamo decidere in tutta libertà e ciò che, invece, rappresenta per noi il "dovere'. Insomma, le fiabe si leggono per diletto ma servono anche a farci riflettere sulle conseguenze dei nostri atti, per aiutarci a capire il perché delle cose e delle situazioni; per colorare il mondo di magia ma anche perché la magia ci conduca gradevolmente a ragionare su ciò che è bene e su ciò che è male, sui premi e sui castighi cui ciascuno di noi va incontro in base ai comportamenti che ha adottato.

A questo punto può darsi che voi desideriate farmi una domanda, questa: "Lei vuol dire, cara direttrice, che scrivendo le nostre fiabe noi abbiamo finito col mandare tanti messaggi; che raccontando, ad esempio, la storia del "Gattino fortunato" abbiamo offerto ai nostri lettori tanti motivi di riflessione e di ragionamento?" La risposta è: "Sì" e ve lo dimostro.

Ecco, dunque, ciò che ho pensato (ciò che voi "mi avete fatto pensare") leggendo le vostre fiabe. Naturalmente non mi è possibile fare riferimento a "tutte" le fiabe: dovrei a mia volta scrivere un libro... Cercate dunque voi dì indovinare da quale vostro lavoro ho ricavato il messaggio che mi è pervenuto! Per aiutarvi vi dirò che nell'interpretare i messaggi seguo l'ordine con cui le fiabe sono state impaginate.

  1. La fiaba racconta di un fatto straordinario accaduto ad un piccolo animale che ne incontra altri due di fattezze ed aspetto inconsueti; dal mondo magico in cui questi vivono si ritorna sulla terra e nasce una bella amicizia. Ecco il messaggio: volare con la fantasia è bello e può servire per imparare ad utilizzare tale bellezza nella vita di tutti i giorni... con cui l'uomo, come ho già detto, deve pur sempre fare i conti...
  2. Un'altra fiaba fa riferimento a quest'ultima considerazione e con molta saggezza comunica: attenzione, sognare cose strane e meravigliose è piacevole, ma non bisogna mai confondere il sogno con la realtà...
  3. Il male, anche se dotato di una sua forza, alla fine cede al bene anche se quest'ultimo deve dar prova di coraggio e pagare un certo prezzo per avere la meglio...
  4. E' giusto, quando si devono affrontare delle prove particolarmente difficili, ascoltare i consigli di chi ne sa più di noi e, aiutati da loro, non lasciarci ingannare dalle apparenze...
  5. Le fiabe, non dobbiamo dimenticarlo, servono anche per farci abbandonare sulla ali della fantasia e per godere di immagini belle e gentili che inducono alla fiducia e all'ottimismo; se poi queste immagini dipingono anche l'amicizia che dovrebbe sempre esistere tra gli uomini e gli altri esseri viventi, allora il piacere dato dalla lettura di una fiaba è ancora più intenso e mi pare un gran bel risultato...
  6. Il messaggio finale di questa fiaba è una perla di saggezza e accetto il fatto di farla individuare immediatamente: "Ognuno può essere comandato da chi era stato servito", conclude la fiaba, ed è vero, le cose possono cambiare, importante è saperne accettare gli sviluppi, specie se i cambiamenti migliorano la situazione e rendono tutti, ma proprio tutti, "felici e contenti"...
  7. Qui il messaggio introduce un concetto molto importante: le persone non sono "diverse" solo perché il colore della pelle non è uguale al nostro; i bisogni, le speranze, i desideri, sono tutti uguali per tutti gli uomini di questo mondo..."... Nessuno, dice un poeta nato nel Camerun e che vive a Roma, ha mai visto sangue ebreo, sangue cristiano, sangue musulmano, sangue buddista, il sangue non è ricco, povero o benestante. Il sangue è rosso. Disumano è chi lo versa non chi lo porta"...
  8. Ancora una volta la fiaba è usata per sognare e per far sognare: il regno delle fate, dei maghi cattivi poi diventati buoni, dei fiori che sbocciano per rendere meraviglioso ogni giardino è un gran bel mondo; piacerebbe a tutti viverci...
  9. Talvolta, per redimere le persone cattive dal cuore di pietra, un fantasma (la fantasia!) può essere molto convincente: allora usiamola...
  10. Qui la creatività dello scrittore è al servizio di una delicata e divertente immaginazione: ai miei tempi (voglio dire quando io ero piccola e di anni ne sono passati!) si diceva che i bambini nascevano "sotto i cavoli"; l'autore della fiaba è meno prosaico e cita una pianta dall'aspetto che potremmo definire più gentile... Tutta la fiaba è improntata a sentimenti di gentilezza e di generosità: il messaggio dice: perché non credere che i fatti più improbabili possano accadere e che anche lo morte possa essere sconfitta dall'amore?...
  11. Ancora un messaggio relativo all'amore, questa volta tra l'uomo e gli animali, anche quelli più feroci che, e non solo l'autore della fiaba a dirlo, sono di solito tali "solo" per difesa e per "fame", mai per fare deliberatamente del male...
  12. In un mondo pieno di "simboli" che l'uomo usa per trasmettere i più svariati messaggi (pensate ai segnali stradali, alle carte geografiche....) è molto interessante trovare in una fiaba l'uso di "linguaggi" mutuati dal passato ma che, a pensarci bene, sono anche un simbolo del futuro (pensate ai simboli usati in informatica): il messaggio concilia la persistente modernità della fiaba con il passato e con le più recenti tecnologie comunicative...
  13. Il messaggio rivela anche in questo caso che le cose, quindi anche i linguaggi, si evolvono e che bisogna essere disponibili a cambiare; tutto nasce come un gioco, con il gusto di creare una complicità tra amici, ma la sostanza credo stia proprio nell'aver intuito che c'è dei nuovo nella comunicazione...
  14. Ancora un messaggio molto importante sulla "diversità": perché non dobbiamo accettare il "diverso"? tutti siamo diversi nei confronti dell'altro e l'amicizia può far sparire questa diversità: provare per credere, può essere una conquista entusiasmante.
  15. Un vento cattivo spazza via l'amicizia: quante volte è successo? A volte basta poco, un pettegolezzo, una bugia, ma l'amore, il volersi bene, riesce a mettere in fuga le nubi e a riportare il sereno: è un messaggio da ricordare...
  16. Bella l'invenzione scenica della "voce in bottiglia". Il messaggio? Capacità di usare la fantasia per divertire, di fare ricorso a simbologie diverse per costruire una storia piacevole e movimentata...
  17. Una simpatica e bonaria presa in giro dei tanti "tromboni" che ci sono a questo mondo, di quanti si credono chissà chi mentre, nella realtà, non sono presi in considerazione da nessuno e passano scioccamente i loro giorni senza combinare nulla di buono né per sé né per gli altri...
  18. Un’ultima annotazione: nelle fiabe vengono spesso usati nomi stranieri. Qual è il messaggio? Che i bambini, anzi i ragazzi ormai, di Vibo Valentia non solo si accorgono di ciò che è al di fuori della loro cerchia cittadina, quindi che sono consapevoli dell'altro e degli altri, ma che desiderano anche farvi parte di questo "fuori". E' giusto e bene che sia così, guai se i giovani non si proiettassero verso il futuro, quello di casa propria e quello delle case altrui! C'è tanto da imparare e, soprattutto, c'è tanto da fare "insieme"!
  19. L'ultimo messaggio, quello più importante, riguarda Anna Maria. Anche se non le aveste dedicato il libro si capisce in modo chiaro e netto quanto sia stato importante e significativo il messaggio che Lei, Anna Maria, è riuscita a trasmettere a voi. La fiaba è entrata a far parte del vostro modo di essere, ha stimolato la 'vostra creatività, la vostra fantasia e la vostra tecnica dello scrivere. Non rinunciate a nessuna di questa tre cose: continuate a lasciare che il fantastico e la libera immaginazione occupino una parte dei vostri pensieri, mettete l'uno e l'altra al servizio della vita di tutti i giorni, per renderla più lieve, più vivibile. Continuate anche a trasformare questo vostro immaginario in parole, frasi, racconti. Vi sarà utile anche dal punto di vista pratico, perché la capacità espressiva può essere esercitata come tutte le altre nostre competenze e chissà, alla fine, che tra di voi non ci sia uno scrittore di professione e di talento!

Un affettuoso abbraccio.

Ecco la copia digitalizzata della lettera ricevuta.

Successivamente a questa edizione, sono state pubblicate altre due edizioni del libro FANTASIE che saranno inserite nei prossimi giorni.

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