Martedì, 28 Maggio 2013 14:18

Lettera da una famiglia

Lettera ricevuta in occasione della Festa dei 40 anni

Era l'estate del 1989. Giovanni, il mio primogenito, aveva compiuto a maggio due anni e adesso doveva andare all'asilo.

Era una scelta molto difficile e anche dolorosa perchè il bambino doveva passare dalle braccia di noi genitori e di mia madre, che lo aveva accudito amorevolmente per due anni, ad una struttura che gli avrebbe dovuto consentire di crescere in serenità e sicurezza.

Cominciai ad informarmi su quali erano gli asili presenti sul territorio e scelsi, per diversi motivi, la Scuola Agazzi.

Fissai un appuntamento con la Direttrice, la signora Bellantoni, e con mio marito varcammo la soglia dell'Istituto.

La Scuola era molto accogliente e questo ci aiutò a superare il primo ostacolo. Quel pomeriggio di luglio, portammo anche Giovanni che si accingeva a compiere il primo grande passo della sua vita.

Ho ancora negli occhi il ricordo della visita alla Scuola e di Giovanni che nella palestra prendeva un pallone da un grande recinto e cominciava a calciare.

La signora Bellantoni, riuscì a trasmetterci subito sicurezza ed esperienza e così decidemmo di mandare il bambino nel suo Istituto. A settembre, cominciammo ad abituarci alla vita dell'asilo e i primi giorni furono terribili; Giovanni piangeva in classe ed io piangevo nel cortile.

Il bambino, comunque, anche se periodicamente faceva i capricci, stava bene in quell'ambiente anche perché tutto il personale era sempre attento alle esigenze di ogni bambino in modo molto professionale. Giovanni iniziava a frequentare la primina e proprio in quei giorni nasceva Stefania, la mia secondogenita.

Quando la bambina aveva due anni iniziò anche lei a frequentare la scuola materna, mentre il fratellino era al piano superiore, alla Scuola Elementare. Anche Stefania restò nella Scuola Agazzi per la scuola materna e per le elementari.

Quando ci fu la serata d'addio per i bambini di quinta, io piansi perché non lasciavo solo una Scuola ma anche un luogo dove i miei bambini erano cresciuti in modo sano e sereno.

Adesso, Giovanni è un ricercatore del "Centre for Nanoscience and Quantum lnformation dell'Università di Chimica e Fisica di Bristol", in Inghilterra; Stefania è al suo terzo anno di Università in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche a Cosenza, ma entrambi rimpiangono" i tempi dell'Agazzi" e tuttora ricordano quel periodo come uno dei più belli delta loro infanzia.

Giovanni ricorda sempre quando non voleva stare in classe e la signora Rosa, la cuoca, se lo portava in cucina e Stefania ricorda ancora i lunedì mattina, quando da bravi scolari e futuri cittadini, assistevano all'alza bandiera e cantavano l'inno di Mameli.

Potrei scrivere ancora tanto, ma penso che non potrei esprimere mai pienamente la mia stima e riconoscenza nei confronti della signora Bellantoni, di Anna Bentivoglio che è stata la maestra di entrambi i miei bambini e di tutto il personale della struttura che hanno contribuito, giorno dopo giorno, ad aiutarmi nella crescita e nella formazione di due figli meravigliosi.

Giovanna Franzè in Depietra, una mamma della Scuola Agazzi

Vibo Valentia, 28 maggio 2013

Pubblicato in Lettere dagli ex
Martedì, 28 Maggio 2013 13:48

Lettera da un'ex alunna

ABBIAMO LA STESSA ETA'

Lettera alla Scuola Agazzi di una sua ex-alunna

Ciao, cara vecchia Scuola Agazzi, che mi hai accolto quando io, come te, avevo appena quattro anni di vita e avevo già provato il mio primo dispiacere: quello di essere allontanata dalla Scuola pubblica del mio paese, dove mi ero presentata come "uditrice" con una gran voglia di imparare, insieme a mio fratello, di qualche anno più grande di me.

Ricordo ancora il viso arcigno del Direttore Didattico, che notandomi tra tutti, durante una sua visita nella prima classe, intimò al Maestro di mandarmi a casa, perché "non avevo l'età". Fu tanto grande la mia delusione, che mamma si preoccupò di cercare subito un'altra Scuola disponibile a ricevermi così come ero, piccola e sola, tra bambini più grandicelli, che non conoscevo.

Non so come ti trovammo, so soltanto che mi apristi le tue porte ed io entrai a far parte della tua compagine, come in una famiglia. Eri nata da poco anche tu, cara Scuola, perciò non eri grande, eri quasi a mia misura.

Non feci fatica a star bene nello spazio che tu mi avevi riservato e dove prese avvio la mia fatica di crescere, amorevolmente sorretta da persone speciali. Lì cominciò il mio percorso di formazione, non solo scolastica, ma principalmente umana, quel percorso che accompagna la persona e ha la durata di una vita.

Lì appresi i primi e fondamentali elementi del buon vivere sociale, civile, etico e religioso, su cui si venne costruendo il mio essere.

Lì cominciò a prendere forma il mio carattere, mentre il mio animo timidamente si apriva alle prime emozioni, le prime compagnie, i primi affetti fuori della famiglia, i primi interrogativi, il primo stupore davanti ad ogni scoperta che insieme si faceva. E le scoperte erano tante, ogni giorno, ogni anno, per cinque bellissimi anni, quali furono quelli che mi videro alunna presso dite, carissima Scuola, che hai la mia età.

Cosa dirti, che non ti ho dimenticata? Troppo ovvio. Io porto nel cuore tutto ciò che tu mi hai dato, anzi ciò che mi hai dato è diventato vita stessa in me.

Fanno parte di me principi e valori che mi hai trasmesso con l'umiltà di chi è veramente grande, con la passione di chi crede in quello che enuncia, con l'amore di chi opera per puro dono, il dono di se stesso.

Che altro sarebbe stato, altrimenti, il lungo prodigarsi delle figure altamente educative che ancora ti reggono, ti governano, ti qualificano, fanno dite davvero un dono prezioso?

Parlo delle Maestre, che si sono alternate nel tempo alla guida delle varie classi, con grande abnegazione. La mia maestra Anna... dolce, materna, paziente maestra Anna, a cui devo l'acquisizione di un metodo di studio, diventato poi anche metodo di lavoro, puntuale, preciso, efficace.

Parlo di tutto il Personale, che attraverso le proprie specifiche mansioni, ha contribuito e contribuisce a renderti accogliente, desiderabile, gioiosa.

Parlo di quella saggia, lungimirante e splendida Donna che ha avuto l'intuito di crearti e la capacità di dirigerti, senza mai mollare, nonostante il peso, la fatica e le difficoltà che tante volte non sono mancate: la Direttrice, che ha messo al tuo servizio la propria esperienza e competenza, contagiando tutti con il proprio entusiasmo e la propria carica interiore.

Cara, amata Scuola, sei sempre bella!

Quarant'anni non li dimostri, anche perché hai saputo andare con i tempi, adeguarti al nuovo senza perdere la tua identità e la tua specificità, senza abdicare alla serietà della tua impostazione e allo spessore dei tuoi contenuti.

Per tutto ti sono grata. Non è un caso che, dopo tanti anni nel corso dei quali sono diventata adulta, professionista e madre, io ti abbia affidato mia figlia, perché riceva da te ciò che io ho ricevuto.

E tutti i bambini continuino ad avere il meglio da te, perché la loro crescita sia autentica: sarà questa la tua migliore gratificazione, in una società non sempre attenta a formare degli uomini!

Ciao, carissima Scuola e... auguri!

Con affetto.

Mary Pronestì, alunna

Vibo Valentia, 28 maggio 2013

Pubblicato in Lettere dagli ex
Martedì, 28 Maggio 2013 13:43

Lettera da un ex alunno

Lettera ricevuta in occasione della Festa dei 40 anni

Carissima Sig.ra Ielo (o per noi piccoli Sig.ra Agazzi) Carissime Insegnanti, Carissimi Bambini

Scrivo queste due righe per il rammarico di non poter essere li con Voi a festeggiare il 40esimo compleanno della mitica Scuola Agazzi e per portare una testimonianza di quanto questa Scuola abbia significato per il mio sviluppo e la mia crescita.

Io ho dei ricordi vivissimi di tante care persone a cui mando il mio più sentito saluto e ringraziamento per tutto ciò che hanno fatto al fine di farmi sempre sentire a casa. Evito i nomi per non dimenticare qualcuno ma certamente non posso non ringraziare la Famiglia Ielo e Dina che mi hanno cresciuto come un figlio.

Si, forse la cosa più evidente che emerge nei miei ricordi è quello di essere stato in una seconda casa in cui ci si sentiva voluti bene e dove ci si divertiva nel pieno rispetto delle regole e dell'educazione.

Oggi sono passati veramente tanti anni ed io, che sono stato uno dei primi "clienti", posso raccontarvi di come noi piccoli di allora, vediamo crescere i piccoli di oggi ed è bello vedere come nonostante il tempo, la struttura e le tecnologia (ai miei tempi non c'erano nè internet nè cellulari e poca tv) lo spirito di questa scuola ed il frutto dell'impegno e della dedizione della Famiglia Ielo sia rimasto sempre lo stesso.

Oggi ho 43 anni e sono padre di tre bellissimi bambini (7 anni, 4 anni e 6 mesi) a cui racconto sempre le storie delle avventure di "marcolino" un bimbo vivace che ogni tanto ne combinava delle belle ed alcune di queste proprio nella mitica Scuola Agazzi.

Un caro saluto ed abbraccio dal Vostro Marco.

Marco De Paola, alunno

Milano, 28 maggio 2013

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Martedì, 28 Maggio 2013 13:14

Lettera da un insegnante

Lettera ricevuta in occasione della Festa dei 40 anni

Cara Scuola Agazzi…

Confrontarsi con il proprio passato non è sempre operazione agevole, soprattutto se il tempo intercorso tra gli avvenimenti e il momento dei ricordi, non aiuta a percepirne tutte le sfumature. Insomma è un genere di esercizio al quale generalmente mi sottraggo volentieri e non per snobismo, ma per una conseguente insoddisfazione causata dai bilanci con “il senno di poi”.

Eppure mi riempie di piacere, dover ricordare i sei anni trascorsi da insegnante di musica nella Scuola Agazzi, non solo per l’indimenticabile esperienza professionale, ma anche per quello che ha rappresentato sotto l’aspetto umano quel periodo.

Naturalmente trovare delle parole per definire in modo obiettivo la Scuola Agazzi, senza cedere alle tentazioni della retorica è un’operazione di equilibrismo complicato e se dovessi indulgere nella pratica chiedo scusa preventivamente. A prima vista la cosa più evidente è la struttura concepita e realizzata a misura di bambino, ma per me la Scuola è un complesso di esperienze, di competenze, di umanità e di organizzazione sapientemente dosate da chi l’ha creata, che ne guida le sorti con lo stesso entusiasmo e la stessa dedizione da sempre.

Non dimenticherò mai il primo impatto con l’ambiente e i miei dubbi sulle possibilità di accettare o meno l’incarico, causati però solo dal timore di risultare inadeguato al compito. E sarò sempre profondamente grato alla famiglia Ielo, per le rassicurazioni e per l’affetto con cui ha seguito il mio lavoro quotidiano, soprattutto all’inizio, e per i consigli che sono risultati fondamentali alla mia esperienza.

Eppure i ricordi più intensi, non sono quelli di tipo personale, ma quelli che ho condiviso con alunni e colleghi: ad esempio le note di commozione che accompagnavano ogni anno, la festa di commiato della quinta.

Momenti del tutto coinvolgenti, per gli insegnanti, per i genitori e ancora di più per i bambini, anche per quelli che fino ad allora erano sembrati impermeabili ad ogni emozione. Ognuno di loro, dietro gli occhi lucidi avrebbe trattenuto per sempre quelle emozioni e avrebbe portato dentro sé, i semi degli anni trascorsi nella Scuola, che sarebbero diventati frutti essenziali della propria crescita.

Cara Scuola Agazzi, per tutto ciò e per molto altro che ho tralasciato di raccontare… grazie, con profondo affetto e perenne gratitudine.

…Buon compleanno

Filippo Rombolà, insegnante

Vibo Valentia, 28 maggio 2013

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